A.C. JAPANIMATION


Vai ai contenuti

Menu principale:


Jane e Micci

Schede Serie Animate

JANE E MICCI

Jane (id.) e Micci (Miki) sono due ragazze accomunate dalla passione per il canto ma lontane fra loro sia sul piano caratteriale che su quello sociale. La prima vive con i genitori malati, conduce un’esistenza disagiata e bisognosa pur mantenendo un carattere docile e determinato nonostante le mille difficoltà da affrontare. Jane, infatti, sostiene come può la famiglia cantando nei locali della città e sogna, prima o poi, di riuscire a sfondare nel mondo della musica. La seconda, Micci, è viziata, superficiale e altezzosa. Grazie all’appoggio economico della facoltosa famiglia, ben presto debutta in TV. Entrambe cresceranno seguendo i sogni e assecondando la propria indole. Jane riesce a superare un importante concorso canoro e la sua canzone scala presto le classifiche. Prima sotto la guida di un insegnante di musica e in seguito, grazie ad un lungo peregrinare per il Giappone, Jane acquisisce sempre più, un bagaglio di esperienze, raggiungendo un certo tipo di popolarità. Un segreto coinvolge e intreccia doppiamente i destini delle giovani; mistero che, successivamente al decesso del padre di Jane, sarà svelato alla stampa da una misteriosa donna. Venute al mondo insieme e nel medesimo ospedale, le due bimbe furono scambiate nella culla dalla donna di cui sopra, infermiera, per vendicarsi del padre di Micci, a causa di una storia d’amore conclusasi infelicemente e tragicamente fra i due. Costrette a vivere, a loro insaputa, l’una la vita dell’altra, col tempo, fra le cantanti prevarrà comunque la stima che darà vita ad un’amicizia profonda, creando inoltre i presupposti per una felice conclusione della vicenda. I due nuclei familiari convivranno felicemente sotto uno stesso tetto costituendo una cosiddetta famiglia allargata. La serie arriva in Italia su varie reti locali nei primi anni ’80 e più volte replicata dato il successo soddisfacente. Doppiaggio e adattamento risultano dignitosi e le canzoni interne vengono lasciate in lingua originale. La sigla è cantata da Nico Fidenco ed è fra le più belle e ricordate dell’artista. Negli anni ‘90 l’anime viene acquistato dalla Fininvest, nuovamente doppiato, stupidamente intitolato “Che segreto!” (Sasurai) e occidentalizzato su ogni versante. Jane è ribattezzata con un’improbabile Nicoletta, e Micci diventa Michela (la serie è palesemente ambientata in Giappone e qualsiasi sprovveduto si chiederebbe perché le fanciulle abbiano mantenuto di orientale solo i cognomi). I brani cantati furono anch’essi adattati in italiano ed eseguiti dalla scomparsa Paola Tovaglia. Questa discutibile operazione, fu attuata per la prevista messa in onda su Italia 1, che però non si verificò mai. Il passaggio Televisivo di questa nuova edizione avvenne su Italia 7, sprovvista sia di sigla ex novo che di quella storica di Fidenco. A dispetto di questo eccessivo processo d’italianizzazione, questa versione fa paradossalmente mostra delle sigle originali giapponesi, contrariamente alla prima edizione, più fedele all’originale nell’adattamento, ad esclusione della sigla. Nel 2004, sul canale IT riapparirà magicamente la sigla di Fidenco.
Un serial piacevole e appassionante che non raggiunge vette di qualità da nessun punto di vista, costituito da soli 26 episodi (pochi se paragonati alla consueta durata media delle serie di allora). Una prolissità maggiore avrebbe appesantito una trama del genere. Nota dolente è da ricercarsi nel finale che sfocia all’insegna di uno spiccato e semplicistico buonismo che andava sicuramente ridimensionato.
Il soggetto, a tinte drammatiche, è tutto sommato originale, commovente e ricco di buoni sentimenti, i quali, secondo gli autori, ripagano alla fine di una generosa ricompensa tutti coloro che li seguono.
L’anime gioca sul filo conduttore del segreto e dei segreti oltre che sul sentimentalismo
. Nel corso della serie, infatti, verrà alla luce anche la vera identità di Fanny, un ragazzo innamoratosi di Jane. Altro valore aggiunto e inconsueto è la faida che si viene a formare fra i poveri e i ricchi proponendo una visuale nuova e discutibile che ribalta i luoghi comuni presenti al principio della storia, vale a dire che i poveri siano sempre buoni ed i ricchi cattivi.
L’anime induce velatamente ad una riflessione. Quanto il mondo che ci circonda e le condizioni in cui cresciamo influiscono e stimolano positivamente e negativamente i lati del nostro essere? La nobiltà d’animo e di spirito di Jane sono caratteristiche innate che avrebbe mantenuto, anche se avesse vissuto nel suo vero ambiente? Micci, vivendo in povertà, avrebbe accresciuto in ogni caso, un carattere così maligno ed egoista? Che panni avrebbero vestito nei contesti originali? Il suggestivo “Sole vagabondo” del titolo originale è un affascinate metafora della dolce Jane, protagonista principale in Giappone. Con il suo girovagare per il paese, illuminerà, attraverso la sua melodiosa voce, la vita delle persone che incontrerà sul suo cammino.
L’apporto tecnico-grafico non vanta alcuna prestanza particolare ma è al passo con il periodo. Ricordiamo il contributo di Y. Tomino (regia) e un’esordiente Yas nelle vesti di assistente ai disegni: duo che, in futuro, conoscerà la notorietà con “ Gundam”.
Interessante constatare come gli anime degli anni ’70 ambientati nella realtà propria all’anno di produzione, come in questo caso, possano essere, un’elementare e utile strumento di informazione degli usi, dei costumi o della moda del tempo, seppure visti e inseriti in un ottica giapponese.
La linea degli abiti, gli arredi, i capelli, i microfoni, le auto o i colori adoperati manifestano graficamente “gli anni ’70”, il tutto coadiuvato dalle sonorità dell’epoca. Un mix di elementi che, osservati oggi, desta una singolare curiosità, rivestendo gradevolmente l’anime di una densa patina
retro.

Fabio Cassella

JANE E MICCI
Titolo originale: Sasurai no Taiyo (Il sole vagabondo)
Soggetto originale (manga): Keisuke Fujikawa – Maiyumi Suzuki
Character designer: Yoshikazu Yasuhiko (Yas) - Shinya Takahashi
Direttore dell’animazione: Hayao Nobe
Direttore artistico: Katsumi Handou
Sceneggiature: Keisuke Fujikawa - Shunichi Yukimuro
Direttore degli episodi/storyboards: Yoshiyuki Tomino
Musica: Hideki Fuyuki
Regia: Chikao Katsui - Katsumi Hando
Produttori: Hiroshi Saito – Noboru Katano
Produzione: Mushi production /Fuji TV (1971)


Torna ai contenuti | Torna al menu