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Temple e Tam Tam

Schede Serie Animate

TEMPLE E TAM TAM

Tra le Alpi, nella ridente cittadina di Erbaverde, vive felicemente con i suoi genitori Temple, una buffa e allegra bambina dai capelli biondi. L’abitazione della piccola è sempre rallegrata dalla musica e il sogno di Temple è quello di diventare majorette. Una sera, nella sua stanza, fa la conoscenza di Fatty, uno spirito buono dalle sembianze di una nuvoletta, che la invita a fare un giro sulla sua mongolfiera. Durante il volo si scatena una terribile bufera che scaraventa il pallone in un luogo sconosciuto e isolato. Sulla terraferma, Temple è in salvo all’interno della mongolfiera, ma l’indomani si risveglia disperata, lontana dalla sua famiglia e dalla sua casa.
Qualche istante dopo, sopraggiunge di corsa un bambino di nome Tamtam che chiede asilo a Temple. Il nuovo arrivato è un orfano, accompagnato da un’orchestrina di amici animali parlanti: il gatto Doro, l’anatra Geppi e il topino Chuppi. Il simpatico e anomalo quartetto vagabondava per sfuggire a un circo che li sfruttava, come attrazione negli spettacoli ambulanti senza ripagarli in alcun modo. Tamtam è, infatti, un ottimo tamburino (chiamato così per via della grancassa che porta sempre al collo), Chuppi suona un piffero formato da un filo di paglia, Doro adopera i suoi baffi da gatto come fossero corde di una chitarra, mentre Geppi impiega il suo becco come una tromba. Dopo aver confortato Temple con un numero musicale del loro repertorio, Tamtam prende a cuore la situazione della bimba decidendo con i suoi amici di scortarla fino a casa. Il nuovo gruppo, così formato, si mette in viaggio sulla mongolfiera di Fatty alla ricerca della strada per Erbaverde. Durante la lunga trasvolata, mille traversie e disagi attendono la banda, la quale, tuttavia, riuscirà sempre ad avere la meglio e ad allietare e rincuorare chiunque incrocerà sul suo cammino grazie all’ottimismo derivante dalla musica.
“Fusen shojo Temple chan” (1978), è fra le migliori serie dedicate ai bambini in quegli anni.

Realizzata su soggetto del grande Tatsuo Yoshida, fondatore della casa di produzione Tatsunoko, ne rappresenta uno dei tanti fiori all’occhiello della sua epoca d’oro.
Confezionato interamente a misura di bambino, dove i vari avvenimenti di ogni episodio sono dispiegati e condotti da una calda voce narrante, l’anime palesa, inoltre, delicate tinte pastello e un delizioso character designer
“kawaii”. Personaggi minuti e caricaturali da sembrare prototipi dei futuri SD, provvisti di caratteri estremamente accattivanti.
La regia è frizzante e dinamica, scandita anche dal contributo della colonna sonora che si manifesta al momento giusto e nel migliore dei modi. Piacevoli e colorate le avventure di Temple e co., che non temono brevi momenti malinconici o piccoli inserti drammatici. Situazioni prontamente mitigate da una
verve allegra e spensierata che è la base dell’anime coadiuvata dallo spirito dei personaggi e dalla musica che improvvisamente eseguono, danzando, e cantando. La serie arriva a noi nel 1980 riscuotendo un buon esito, il merchandising italiano genererà diversi fumetti e giocattoli. Il doppiaggio nostrano appare riuscitissimo e la sigla è ancora fra le più ricordate.
Le diverse avventure scaturite dal vagabondare della banda, le difficoltà quotidiane con conseguente accumulo di esperienze, adducono al proverbiale messaggio: “L’unione fa la forza” e che pertanto si procede e si migliora con il sostegno degli amici e della musica, messa in prima piano come valvola di sfogo e punto di partenza. La musica è vista, infatti, come terapeutica, fattore di sollievo e incoraggiamento. Non ultima a metafora del viaggio. Da bimba viziata inizialmente, Temple tornerà a casa cresciuta e responsabile.
Nessuno di questi elementi emerge mai in maniera rimarcata, causando, probabilmente, una nota di demerito o di merito, secondo i punti di vista. “Temple e Tamtam”, se si escludono le vicissitudini giornaliere degli episodi, è un anime con un filo conduttore dai moderati messaggi e dagli intenti pedagogici quasi nulli che mira, principalmente, ad intrattenere e divertire lo spettatore. Un cartone semplicemente fantasioso e “pastellato”, disegnato con garbo, innocuo e immediato, dalla morale espressa sempre in maniera contenuta (se si vuole rinvenirla). Un tipo di programma che manca alla tv dei più piccoli dove l’intento didattico-moralistico è spesso ridondante e ostentato.

Fabio Cassella


TEMPLE E TAM TAM
Titolo originale:
Fusen shojo Temple chan
(La piccola Temple della mongolfiera)
Autore: Tatsuo Yoshida
Produttore: Masatsugu Nagai
Direttore artistico: Mitsuki Nakamura
Character designer: Akiko Shinomoto
Musica: Nobuyoshi Koshibe
Regia: Shotaro Hara
Produzione:
Tatsunoko / Fuji TV
(1977 - 78)


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