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CINEMA
FANTASTICO


Quando si accenna al cinema fantastico giapponese, la prima pellicola che viene in mente è quella del mitico mostro gigante GODZILLA. E poi? Solo i veri appassionati che negli anni settanta seguivano sulle reti private (poche ma ottime nella programmazione del genere fantastico “Made in Japan”) queste pellicole possono ricordarsi di altri personaggi “cult” come la tartaruga gigante GAMERA, oppure i due giganteschi uomini scimmia nel film KATANGO, il calamaro spaziale DOGORA oppure gli uomini pesce de I MOSTRI DELLA CITTA’ SOMMERSA, talvolta confuso con la co-produzione nippo-americana LATITUDINE ZERO.
Ci sono poi arrivate pellicole create in co-produzione non solo con gli Stati Uniti, come ad esempio IL FANGO VERDE, ma anche con la Thailandia (GLI UOMINI DI MARTE: l’eroe Tokusatsu JUMBORG ACE insieme all’eroe mitologico YAK WAT JANG tratto dal film fantasy thailandese TAH TIEN, inedito in Italia) e ci sono stati tre film horror che, purtroppo, in Italia conoscono in pochissimi; per non parlare del super eroe SPACEMAN di cui ci sono giunti solo tre capitoli della sua saga composta da nove, oppure del film dell’eroe qui in Italia noto col nome di FANTAMAN, intitolato IL RITORNO DI DIAVOLIK (Diavolik sarebbe lui! Il nome fu cambiato perché il look del personaggio ricordava vagamente il nostro eroe dei fumetti Kriminal… da lì a modificare il nome di Diabolik il passo è stato breve). E non finisce qui!!
Come al solito, in Italia sono giunte le versioni “Made in USA”, ricche di tagli e di un doppiaggio non sempre all’altezza che, fortunatamente, non hanno “danneggiato irrimediabilmente” l’opera.
Come per i telefilm TOKUSATSU anche qui l’arte creativa e le tecniche artigianali e spettacolari dei maestri del cinema dell’epoca non mancano, ottenendo come al solito grandissimi risultati visivi e narrativi; inoltre non si perdeva mai l’occasione per lanciare messaggi pacifisti, spesso in difesa della natura e della pericolosità degli esperimenti di guerra e genetici nonchè del degrado ambientale provocato dall’uomo e dalla sua ambizione: circa mezzo secolo dopo il loro saggio ammonimento, volto all’utilizzo del buon senso, abbiamo notato che sono state parole al vento!
I lungometraggi che vi andremo ad illustrare nel nostro Video Museum sono stati prodotti dal 1954 al 1989.

CINEMA
D’ANIMAZIONE


Ora si andrà a toccare un tasto dolente! Infatti negli anni settanta molte reti private proposero decine di capolavori dell’animazione nipponica, alcuni dei quali proiettati precedentemente anche nelle nostre sale cinematografiche. Vennero proposte storie di eroi mitologici del medioevo giapponese, altre volte c’erano eroi tratti dai classici delle fiabe mediorientali o europee, oppure racconti tratti dalla letteratura occidentale e, naturalmente, storie fantascientifiche. Peccato però che spesso venivano proposte al pubblico modificando i titoli in maniera inadeguata alla trama, affinché la gente corresse al cinema (per esempio, il film HEIDI DIVENTA PRINCIPESSA, in cui la protagonista “somiglia” alla Heidi televisiva ma la storia è tratta da una fiaba occidentale) oppure venivano tagliati e montati in maniera nuova, spacciati per produzioni occidentali, doppiati spesso con dialoghi completamente rivisti e creati per l’occasione. Uno scempio che non fa assolutamente onore al nostro Paese, soprattutto perché non rende giustizia a dei capolavori assoluti dell’animazione.
Un’operazione spudoratamente commerciale fu anche quella di creare dei film d’animazione con protagonisti i più famosi personaggi delle serie animate televisive (per esempio CAPITAN HARLOCK, CANDY CANDY, HEIDI, GOLDRAKE, MAZINGA e tanti altri) utilizzando alcuni episodi, ridoppiandoli e ricreando storie approssimative e senza un vero e proprio finale, quantomeno intelligente.
Tutti questi “scempi di qualità” sono stati poi commercializzati in formato 8mm (pellicole per proiettore), spesso a trance di pochi minuti, passando poi informato VHS e, in rarissimi casi, in DVD.
La cosa più triste è che attualmente molte di queste opere cinematografiche, seppur riadattate ai nostri comodi, giacciono da decenni nei magazzini di storiche emittenti televisive (ignare del valore culturale insito in esse) e non vengono riproposte in modo consono alle loro potenzialità: sono tanti gli appassionati che vorrebbero rivederle dopo tutto questo tempo e, purtroppo, tantissimi neanche le conoscono (parlo naturalmente della situazione in Italia) e chissà se le conosceranno mai…. se si continua così!
I lungometraggi che vi andremo ad illustrare nel nostro Video Museum sono stati prodotti dal 1958 al 1987.


TELEFILMS TOKUSATSU


Con il termine “Tokusatsu” vengono classificate tutte quelle serie di telefilm che hanno per protagonisti uno od un gruppo di super eroi a difesa della Terra.
In alcuni casi gli eroi in questione potevano essere personaggi estrapolati dalle leggende del Sol Levante, quali ninja e samurai con poteri magici alle prese con guerrieri e demoni delle loro tradizioni mentre in altri casi potevano essere avventure fantascientifiche in cui uno o più eroi dovevano vedersela con minacce provenienti dallo spazio o da gruppi criminali segreti terrestri. In Italia giunsero solamente una ventina di queste opere e, come al solito, ne vennero alterati i dialoghi per poterli rendere comprensibili ai più piccoli.
Oggi molte di queste serie ci sembrano grottesche o ridicole: questo perché ormai siamo abituati ad un uso sconsiderato degli effetti speciali computerizzati e non solo e non riusciamo più a comprenderne la grandezza creativa di chi li ha prodotti “artigianalmente”.
All’epoca per produrre gli episodi veniva utilizzato un cocktail di tecniche scenografiche e di ripresa alquanto efficace e visivamente coinvolgente, sostenuto da una colonna sonora che ne accentuava la drammaticità e l’attenzione alla visione; enormi plastici paesaggistici, modellini in scala di astronavi e mostri, maschere e costumi da mostro combattente dotato di armi quali missili e raggi multicolore, esplosioni effettuate con tecniche pirotecniche dosate ad hoc: un’alternanza di rapide zoomate, riprese angolari ad effetto ed un montaggio oculato rendevano il prodotto unico nel suo genere… un genere che attualmente si è notevolmente evoluto ma che in Italia ancora non viene proposto, preferendo la storica co-produzione multi-saga dei POWER RANGERS. Inoltre, alcune serie univano l’animazione alle riprese dal vero: in Italia ne sono giunte tre intitolate BORN FREE, I-ZENBORG e TANSOR FIVE in cui i personaggi erano dei cartoons e tutto il resto era realizzato con le tecniche di cui sopra. Questa è creatività!
I lungometraggi che vi andremo ad illustrare nel nostro Video Museum sono stati prodotti dal 1966 al 1989.

SERIE
ANIMATE


Nella seconda metà degli anni settanta l’Italia conobbe un nuovo modo di fare i cartoons; non più i soliti temi divertenti o d’avventura per i più piccoli ma, finalmente, qualcosa di più coinvolgente e profondo…. arrivarono gli anime giapponesi!
In pochissimi anni arrivarono sui nostri schermi centinaia di serie animate che trattavano le storie e le situazioni più disparate: dalle avventure scanzonate e divertenti a quelle drammatiche o d’azione i cui protagonisti passavano indistintamente da orfanelli a robots, da animali parlanti a campioni dello sport, da maghette ad eroi delle fiabe e delle leggende, da astronavi a personaggi della storia e della letteratura.
Inoltre, attraverso il linguaggio della fantasia, spesso venivano trattati temi maturi e divulgati valori quali la tolleranza, la solidarietà, la non violenza, l’avere fiducia in se stessi e molto altro ancora d’insegnamento per i più giovani.
Purtroppo però, nonostante il grandissimo successo, in molti casi questi cartoons vennero proposti censurandoli modificando i dialoghi o tagliando delle scene; questo perché, nonostante le serie nipponiche fossero concepite per diverse categorie di pubblico, qui in Italia si dava per scontato che dovessero essere per i più piccoli e basta e, anche per una questione commerciale, si badava all’enorme odience che avevano per agevolare la vendita di giochi e giocattoli, capi d’abbigliamento e maschere, figurine e materiale scolastico (oggi divenuto materiale da collezione).
In pratica non si tutelavano né i diritti dei minori e neanche l’opera cinematografica in sé!
Oggi tante cose sono cambiate ma, nonostante milioni di appassionati ed una ormai corretta concezione di queste opere, ci sono ancora pregiudizi e tanta superficialità ed ignoranza in merito da parte dei “non addetti ai lavori”: con questo sito cercheremo nel nostro piccolo di cambiare le cose, magari anche con il vostro contributo.
I lungometraggi che vi andremo ad illustrare nel nostro Video Museum sono stati prodotti dal 1965 al 1989.


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